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INTRODUZIONE

Le carenze più frequenti per chi segue una dieta vegan sono costituite da una mancanza di ferro, vitamina b12, vitamina d e soprattutto calcio, in quanto questo tipo di dieta prevede l’esclusione anche dei cibi derivati da animali quali latte e uova. A limitarne ulteriormente l’assorbimento intestinale sono le fibre e altre sostanze contenute nei vegetali, le quali sono molto spesso consumate in grande quantità. Si presenta inoltre il dibattito fra chi sostiene che una dieta vegana non soddisfi al meglio l’apporto proteico giornaliero, e chi invece ritiene possibile sopperire alla mancanza di proteine animali con quelle vegetali, date da cereali, legumi ecc.







ALIMENTAZIONE VEGANA E INVECCHIAMENTO





È vero che i vegani e vegetariani, nonostante la prevalenza di carboidrati risultano più magri, più longevi e più sani? 

Questa deduzione non è affatto corretta ed è il frutto di un distorcimento delle cause (
errore di correlazione). Non ha senso dire che i vegetariani sono più magri, più longevi e più sani confrontandoli con tutta la popolazione. Si confonde una causa diretta con una indiretta. Infatti il vegetariano in genere è attento allo stile di vita e alla salute. È questa sua attenzione (causa diretta) che lo rende più longevo della media della popolazione che magari beve, fuma ecc., non il fatto che si nutre di vegetali.

In altri termini, l'insieme dei vegetariani dovrebbe essere confrontato con quello di chi è comunque attento alla propria salute, ma vegetariano non è (chi ha uno stile di vita corretto non supera il 10% della popolazione). Purtroppo questo studio nessuno lo ha ancora fatto. 

Da anni ormai si è diffusa la credenza che un'alimentazione vegana (cioè vegetariana in senso stretto, senza l'uso di proteine animali) preservi dal cancro, che la carne rossa "fa venire i tumori" ecc. Cosa c'è di vero alla luce delle attuali conoscenze mediche?

È parzialmente vero che l'alimentazione vegana diminuisce del 30% il rischio del cancro al colon e al retto. Chi consuma carne rossa (a causa dei grassi contenuti in essa; il rischio diminuisce se si scelgono carni rosse magre e se si utilizzano metodi di cottura non traumatici, evitando per esempio la griglia) o altri cibi animali grassi (formaggi grassi) è quindi più a rischio per questi DUE tipi di tumore. Le più recenti ricerche dimostrano però che non sono i grassi saturi il fattore di rischio, ma il loro ABUSO: in soggetti normopeso il fattore di rischio non è aumentato.


È falso che l'alimentazione vegana protegge da tutti i tumori. Per esempio una ricerca condotta su 350.000 donne per un periodo di 6-15 anni da ricercatori della Harvard School of Public Health di Cambridge, nel Massachusetts ha dimostrato che non c'è nessuna prova convincente di una significativa diminuzione del rischio di tumore del seno nelle donne che consumano frutta e verdura in abbondanza. La ricerca ha peraltro dimostrato come nelle donne obese il rischio di tumore al seno sia più alto. Perché questa ricerca è importante? Perché dimostra che il presunto ruolo anticancro di frutta e verdura è decisamente ridotto se si considerano individui "magri". In sostanza si deve modificare la precedente posizione secondo cui esisterebbero alimenti (come i grassi di origine animale) che favorirebbero i tumori in quella secondo cui alcuni alimenti sarebbero tanto più a rischio quanto più il soggetto è sovrappeso. 


Anche se preserva solo in parte dai tumori all'apparato digerente (anche i vegani muoiono di cancro), potrebbe essere un aiuto per tutti coloro che sono esposti a fattori di rischio o sono geneticamente predisposti a questo tipo di tumori. Se però si traduce in numeri (su 100 morti si considerano quelle per tumore; su queste si considerano quelle per tumori all'apparato digerente e infine si considera il diminuito rischio del 30%, che non è poi molto) si scopre che un'alimentazione vegana non ha un'incidenza significativa sulla vita media, tenendo conto che comporta anche svantaggi dal punto di vista salutistico, altrettanto provati come la riduzione del rischio tumorale. La genetica ha ormai dimostrato che la frase "siamo ciò che mangiamo" è solo parzialmente vera perché è anche vero che "siamo ciò che nasciamo".
 

È sbagliato pensare che basti un'alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all'apparato digerente. Infatti uno studio del dipartimento dell'Agricoltura statunitense su 71 tipi di broccoli ha rilevato che le quantità di glucorafanina (la sostanza che dovrebbe proteggere dal cancro) varia enormemente a seconda del tipo. In alcuni broccoli è addirittura assente. I nutrizionisti americani alla luce di queste scoperta pensano di realizzare ibridi ricchi di glucorafanina, addirittura con l'impiego della genetica. 
Ciò forse non piacerà ai vegani più naturalisti, ma il mondo va avanti. Infatti le varietà attuali più ricche di glucorafanina sono quelle più amare, meno appetibili (la glucorafanina è legata a un'altra sostanza dal sapore nettamente amarognolo) e quindi probabilmente non basteranno le tecniche tradizionali per ottenere ibridi che possano essere accolti favorevolmente dai consumatori. Lo stesso procedimento si pensa di attuare anche per i pomodori, aumentando il contenuto di licopene, un antiossidante che attacca i radicali liberi. Attualmente la quantità di licopene è proporzionale alla temperatura del luogo di coltivazione: i pomodori coltivati a Napoli contengono più licopene di quelli coltivati in Lombardia.
Fonti: http://www.dietaesportlab.it/dsp/archivio-blog/alimentazione-vegana-e-salute.html?tmpl=component&type=raw

CONTROPARTE VEGANA

L’alimentazione vegan è molto più ricca e nutriente di quanto si voglia pensare, una scorretta informazione porta a convinzioni errate e parziali. Il vegano si nutre principalmente di frutta e verdura di stagione, cereali, soia, tofu, legumi, seitan e alghe ricchissime di sali minerali, proteine e vitamine, quindi l’immancabile frutta secca.

La possibilità di mangiare in modo etico negli ultimi anni ha coinvolto anche la grande distribuzione, che si è rifornita velocemente di prodotti vegan pronti o da combinare per ricette gustose. La sperimentazione di nuove ricette, come ad esempio è illustrato su Vegan Blog, garantisce una varietà di prodotti freschi e nutrienti per una corretta alimentazione. Chi si avvicina alla scelta Vegan lo fa in modo consapevole, dopo un percorso di vegetarianesimo e con le informazioni per un’alimentazione alternativa alla solita composta da proteine animali. Come sempre la regola è quella di informarsi in modo completo, consultando eventualmente anche un medico e istruendosi il più possibile con letture a tema. Sul sito di VegFacile viene gradualmente illustrato in modo semplice il percorso che conduce all’alimentazione vegan.

Dal punto di vista medico il vegano è fisicamente molto più sano di un onnivoro; test e riscontri medici hanno evidenziato che è meno esposto a problemi di natura cardiovascolare, alcune tipologie tumorali, morbo di Alzheimer, ipertensione, obesità e diabete di tipo 2. Un riscontro positivo lo si è notato anche nei confronti di asma, artrite, calcoli, cataratta e un minore accumulo di inquinanti ambientali. Per compensare eventuali carenze di B12 il vegano può ricorrere a cibi di natura vegetale oppure integratori naturali non testati sugli animali.

Una fonte molto sensibile di B12 è l’alga Nori, la stessa utilizzata per il sushi, oppure alcuni derivati fermentati della soia (come il tempeh) e i germogli.

Fonti: http://www.greenstyle.it/guida-dieta-vegana-9986.html#ixzz2DhkEPi6V



I convinti sostenitori del veganismo affermano che, se la dieta vegana è correttamente impostata, essa è in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dell’organismo, e sembra avere un effetto protettivo nei confronti di patologie come diabete, malattie cardiovascolari e cancro. A livello istituzionale, le opinioni sono discordanti; mentre, ad esempio, la American Dietetic Association e la British Nutrition Foundation supportano questa concezione positiva, in Svizzera e Germania gli Enti preposti (Società Svizzera di Nutrizione, SSN e Deutsche Gesellschaft für Ernährung, DGE) sconsigliano la dieta vegana, soprattutto per bambini, anziani e donne incinte.


Il giornalista William Jarvis, con un suo intervento sul periodico Nutrition & Health Forum, interpretando un pensiero diffuso attacca senza mezzi termini il ‘cuore’ del veganismo. Secondo questa visione del mondo, infatti, tutte le forme di vita sono sacre e hanno un eguale valore. Ma, obietta Jarvis, queste convinzioni possono portare a
situazioni assurde quali il tollerare che le zanzare possano liberamente diffondersi e trasmettere la malaria, o che le vipere se ne vadano in giro indisturbate”.

Secondo Steven Davis, professore presso la Oregon State University, non è affatto vero che consumare soli vegetali non causi la morte di animali, anzi. Sembra quasi una battuta ma, in fin dei conti, se ci si pensa bene durante le operazioni agricole sono molti gli organismi che trovano la morte. Basti pensare a quanti animali vengono schiacciati dalle ruote dei trattori, oppure da aratri ed erpici. Per non parlare dell’eventuale utilizzo di pesticidi, veleni e prodotti fitosanitari: secondo uno studio americano, sembra che almeno dieci topi per ettaro vengano uccisi ogni anno dalle pratiche agricole.

Fonti: http://www.guidaconsumatore.com/alimentazione/alimentazione-vegana.html


OMEGA 3





Altra fenomenale carenza nei vegetariani e vegani è quella relativa agli acidi grassi Omega 3. Questi acidi grassi sono assolutamente fondamentali per la buona salute di ognuno di noi. Se un medico potesse dare un solo consiglio nutrizionale ai suoi pazienti la scelta dovrebbe cadere nel consigliare un maggiore apporto di Omega 3: questo per dire la loro strabiliante importanza nell’alimentazione moderna. Gli Omega 3 più importanti sono : EPA, DHA e ALA. I primi due si trovano solo negli alimenti di origine animale, l’ALA invece si trova anche nelle piante. Il problema per i vegetariani, che sono carenti in Omega 3, è che l’ALA per fornire benefici deve prima essere trasformato in EPA e DHA: e il nostro organismo non è per nulla bravo in questa operazione, dal momento che riesce a trasformarne circa il 5% soltanto! Sono migliaia gli studi che dimostrano i benefici degli Omega 3. 

La lista dei benefici è lunghissima: si va dalla riduzione del rischio cardiovascolare, ai disordini alimentari, all’asma, alle malattie dell’intestino, alla depressione, alla psoriasi, al diabete etc etc. In pratica tutte le malattie infiammatorie si giovano dei benefici degli Omega 3. Gli Omega 3 si trovano nel pesce, nei frutti di mare, in certe carni. I vegetariani, insomma, non sono certo da invidiare, quanto ad Omega 3.





Fonti: http://sanipersempre.com/2012/02/13/vegetariano-no-grazie/


I VEGANI

Indicano come anche frutta secca (noci, nocciole, mandorle) ed oli vegetali (girasole, lino, oliva) contengono questi acidi grassi essenziali. Queste molecole sono importantissime per l’organismo, poiché sono coinvolte nella formazione delle membrane cellulari e hanno un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.


Fonti: http://www.guidaconsumatore.com/alimentazione/alimentazione-vegana.html

Intervista alla dott. Luciana Baroni:


Fonti: http://www.youtube.com/watch?v=_wdVO1yFoBU