INTERVISTA:VEGETARIANI CONTRO VEGANI




Vegetariani vs vegani. Gli uni dicono no a carne e pesce. Per gli altri non basta. Ed escludono dalla tavola anche latte, uova, formaggi, miele… In tutto, secondo Nielsen, in Italia sono circa 7 milioni. Ma quali sono le motivazioni dietro a queste scelte alimentari? E basterebbero i vegetali se tutti smettessimo di mangiare carne? Riportiamo in questa sede un'intervista doppia per capire meglio le ragioni di entrambe le scelte. 
Anzitutto, si dice vegetarismo, vegetarianismo o vegetarianesimo?

◐ Vegetariano: Vegetarismo è certamente il più immediato.

◑ Vegano: Vegetarismo o scelta vegetariana. Sono più semplici. 

In che cosa consiste la dieta vegetariana?

◐ Vegetariano: Consiste nell’esclusione dall’alimentazione di tutto ciò che prevede l’uccisione degli animali. Dalla carne al pesce, ma anche gli insaccati, i molluschi, il caviale o le altre uova che prevedono l’uccisione dell’animale. 

In che cosa consiste la dieta vegana?

◑ Vegano: Dieta vegana significa non mangiare animali né i loro prodotti, quindi niente latte, niente uova e niente miele. Perché negli allevamenti dopo cinque anni anche la mucca da latte finisce al macello. Stessa cosa con le galline dopo due anni. Non può esistere allevamento senza macellazione successiva.

Che tipo di motivazioni ci possono essere dietro una scelta di questo tipo?

◐ Vegetariano: Molte! Si tratta di coerenza ed etica: chi ama gli animali non li mangia; chi è pacifista si disarma pure a tavola; l’ecologista sa che il consumo di carne inquina; chi vuole abolire la fame del mondo in modo responsabile sa che con quello che mangia un onnivoro si sfamano 10 vegetariani e 20 vegani; chi tiene alla propria salute sa che una sana alimentazione vegetariana o vegana mantiene in forma.

◑ Vegano: Le motivazioni vegetariane o vegane sono le stesse. A partire dall’impatto ambientale: tutti gli allevamenti, anche quelli biologici, hanno un forte impatto ambientale e sono fonte di un grande spreco di risorse (suolo, acqua, energia). Quindi essere vegetariani non basta. Il tipo di allevamento non cambia nulla, nè dal punto di vista della scelta etica nè dal punto di vista ambientale. L’umanità è sempre stata vegan fino a pochi decenni fa: la carne, i formaggi e le uova erano beni di lusso, che si mangiavano poco. E poi ci sono anche motivazioni legate all salute: una alimentazione a prevalenza vegetariana previene tumori e malattie cardiovascolari. 

La scelta vegetariana o vegana viene spesso reputata una difficile o complicata. Molti pensano che rinunciare a mangiare carne richieda molto tempo per fare la spesa e cucinare. È così?

◐ Vegetariano: No! è solo un modo errato di pensare, basta avere come riferimento la nostra tradizionale dieta mediterranea in chiave vegetariana o vegana. Non considero l'essere vegetariana una rinuncia ma una scelta!

◑ Vegano: Non è così. Ci sono moltissime ricette vegane tra cui scegliere. Basta superare lo scoglio iniziale del cambiamento di abitudini iniziale, cosa che dura poche settimane. Poi è semplice: si sostituisce quella rosa di cento piatti che mangiavamo prima con altre cento pietanze. Certo, c'è uno sforzo di creatività, ma c'è anche un risparmio sul carrello della spesa in termini monetari. Ho calcolato che con il mio menù vegan risparmio il 30% alla settimana rispetto a un menù onnivoro. 

Nei giorni scorsi si è molto discusso di un editoriale pubblicato sul sito della Bbc, secondo cui, continuando a mangiare così tanta carne, entro il 2050 nei nostri piatti finiranno gli insetti, poiché la carne sarà sempre di meno, diventerà un bene di lusso e costerà sempre di più. L'aumento del prezzo della carne, come prospettato, potrebbe essere uno stimolo per la "conversione" al vegetarismo?

◐ Vegetariano: La storia ci dimostra quanto le previsioni siano discutibili. La carne già ora è un bene di lusso, pagato a caro prezzo dalle popolazioni povere, e dagli animali. Eliminare la carne è il mezzo più logico per salvaguardare il nostro pianeta, solo una convivenza pacifica può darci un futuro dignitoso per tutti. La coerenza è la scelta vincente. Non cambierei mai un ottimo piatto di pasta e fagioli con in piatto di insetti. La dieta mediterranea consapevole (cioè vegetariana) è il nostro futuro e non gli insetti. 

◑ Vegano: Certo che spero che il prezzo della carne aumenti. Oggi il prezzo è artificiosamente basso, grazie ai sussidi continui che vengono erogati agli allevatori. Ma se nel costo della carne mettessimo anche i danni che gli allevamenti provocano all'ambiente, allora le bistecche dovrebbero costare il doppio. Non so se ci si arriverà. In ogni caso agli insetti preferirei certamente un'insalata.  

La produzione della carne in vitro da cellule staminali bovine, come si sta sperimentando in Olanda all'università di Maastricht, potrebbe essere una soluzione agli allevamenti intensivi e alla uccisione degli animali? E in quel caso, un vegetariano mangerebbe la carne?

◐ Vegetariano: No! Gli allevamenti intensivi non sono indispensabili. Perché si ha la necessità di trovare la soluzione a qualcosa che non serve? Siamo vegetariani per scelta e abbiamo scoperto che si può vivere senza carne. Perchè trovare una via di uscita che soddisfa solo dei falsi miti? La scienza umana troppo spesso ha fallito, mi affido alla natura. Anche se a volte agli occhi degli uomini sembra crudele, in realtà, se lasciata fare, è una forza riequilibratrice. 

◑ Vegano: Un vegano non mangerebbe mai una bistecca, anche se in vitro. È molto più buono un piatto a base di vegetali. Ci sono i cibi a base vegetale che imitano nella forma i prodotti a base di carne. Ecco, tra la carne in provetta e queste imitazioni, preferisco le imitazioni. Non trovo che sia necessario mangiare la carne. 

In alcuni alimenti, o anche nei farmaci, sono presenti gelatine di origine animale. Esiste chiarezza sulla composizione dei prodotti o una certificazione che garantisca "l'integrità vegetariana" del prodotto? 

◐ Vegetariano: Difatti non esiste chiarezza, ed è per questo che noi dell'Associazione vegetariana italiana da anni certifichiamo i prodotti con controlli attendibili e non accettiamo autocertificazioni, cercando sempre dei certificatori indiscutibili al di sopra delle parti come garanti. A settembre, al salone internazionale del biologico e del naturale di Bologna, in occasione del nostro sessantesimo anniversario, presenteremo un progetto per garantire l'integrità dei prodotti vegetariani. 

◑ Vegano: La certificazione dell'integrità vegetariana è molto poco diffusa. Ma basta leggere la lista degli ingredienti degli alimenti, che è obbligatoria. Non credo che sia necessaria una certificazione. 

Quanti sono i vegetariani in Italia?

◐ Vegetariano: Secondo Nielsen siamo circa 7 milioni.

◑ Vegano: Non credo alle statistiche. C'è chi dice di essere vegetariano anche mangiando pesce e invece non è così. Certo è che la tendenza è in aumento. 

Alcuni scelgono di diventare vegetariani o vegani per dimagrire. Ma si dimagrisce non mangiando carne?

◐ Vegetariano: Ci sono alcuni che fanno una scelta vegetariana per dimagrire. E questi dico di andare da un nutrizionista e non di fare una scelta del genere per questo motivo. La dieta vegetariana può essere un valido contributo contro l'obesità, anche perché si impara a mangiare molti cibi crudi, ma chi è molto goloso continua lo stesso a non essere perfettamente in linea. 

◑ Vegano: L'incidenza dell'obesità tra i vegani è minore. Certo, se mangi dieci pacchi di pasta al giorno ingrassi lo stesso, ma in genere la quantità di grassi in una dieta a base di vegetali è minore, perché ti dà più sazietà con meno calorie. La tendenza è che un vegano ha un peso medio minore rispetto agli onnivori, ma c'è anche chi passando al vegetarismo mette su qualche chilo. 

Se aumenterà il consumo di verdure e frutta, basteranno per tutti?

◐ Vegetariano: Si, il terreno che viene usato impropriamente per cibare gli animali destinati ai macello, potrà essere usato per produrre cibo destinato a noi umani come cereali, legumi, verdura e frutta. Ci sfamiamo tutto il mondo e ne avanza pure. 

◑ Vegano: Sì, se per assurdo chiudessimo tutti gli allevamenti entro cinque anni non ci saranno più animali da allevamento e si libererà una quantità di terreno enorme. 

E la tecnologia Ogm, che permette la produzione su larga scala dei vegetali, può sposarsi con la filosofia vegetariana?

◐ Vegetariano: Siamo contrari agli Ogm, perché fanno parte di una politica inutile per il futuro della terra. Non solo non può sposarsi con la nostra filosofia ma non accettiamo prodotti Ogm nella nostra certificazione. La manipolazione genetica, a parer mio, è un abuso di potere sulla natura. 

◑ Vegano: Non condivido la produzione di alimentazioni Ogm. La necessità di coltivazioni Ogm deriva dalla presenza di allevamenti, per i quali c'è bisogno di grandi quantità di mangimi. Senza allevamenti, non avremo neanche bisogno di Ogm. 

Expo 2015 sarà dedicato all'alimentazione. Quanto può essere importante un evento del genere per diffondere la cultura vegetariana?

◐ Vegetariano: È un tema che ci tocca molto, è importantissimo e siamo pronti a collaborare in merito. 

◑ Vegano: Sarà certamente una occasione utile per diffondere questo tipo di informazione.



Fonti:

Linkiesta

DIETA VEGETARIANA E VEGANA:ANALISI CRITICA

Secondo i seguaci della dieta vegetariana essa rappresenta il modo di alimentarsi più confacente alle esigenze dell'organismo umano. È senz'altro vero che alcune pubblicazioni attestano che i vegetariani riducano l'incidenza di malattie cardiovascolari, cancro, ipertensione, diabete e obesità, probabilmente per l'abbondante introduzione di fibre, carboidrati, vitamine e minerali. Il problema di queste pubblicazioni è che confrontano i sostenitori della dieta vegetariana, persone mediamente molto più attente alla loro alimentazione e alla loro salute, con il resto della popolazione, la maggioranza della quale ha una vita salutisticamente più che discutibile. Per questo motivo tutte le ricerche di questo genere dimostrano ben poco poiché la scelta del campione di confronto è sbagliata.
Esistono studi che comparano lo stato di salute di persone onnivore "health conscious", attente alla propria salute, e soggetti vegetariani. Ebbene, secondo tali studi non esistono vantaggi in termini di salute tra i soggetti vegetariani e i non vegetariani.
Quello che invece è certo, sono i rischi riguardanti le possibili carenze di un vegetariano o di un vegano: ferro (anemie), proteine (rara nel sedentario, più probabile in uno sportivo soprattutto di sesso femminile), vitamina B12, calcio e vitamina D (nei vegani soprattutto).
Per quel che riguarda il ferro, una dieta vegetariana deve essere correttamente bilanciata per fornirne una quantità sufficiente poiché i vegetali ne contengono poco e scarsamente biodisponibile. Le proteine possono essere compensate con latticini, uova e legumi abbinati a seitan o cereali, ma i vegani devono puntare solo su questi ultimi e la loro alimentazione deve essere strettamente controllata per non incorrere in carenze, soprattutto per gli sportivi. La carenza di vitamina B12 è particolarmente significativa nella dieta vegana: il rischio di anemia perniciosa non è da sottovalutare. A causa delle scorte che il nostro organismo ha di questa vitamina i sintomi di carenza compaiono non prima di 2-3 anni di dieta del tutto priva. Il calcio è un problema molto pesante per i vegani che ne assumono sicuramente meno della dose giornaliera raccomandata, con il rischio, soprattutto nelle donne, di osteoporosi, anche perché i vegani assumono anche poca vitamina D, mentre i vegetariani la possono introdurre mangiando uova. Concludendo, è certamente possibile seguire una dieta vegetariana senza incorrere in carenze nutrizionali, basta costruirsi una coscienza alimentare per evitare eventuali carenze.
In una dieta vegana, invece è quasi impossibile non incorrere in carenze (e quindi è da bocciare su tutta la linea), a meno di non puntare su alimenti fortificati in modo artificiale, come sottolineato da importanti organizzazioni come l'ADA (American Dietetic Association). Ma che senso ha incorrere a integratori andando palesemente contro ai principi della dieta stessa?
Un'ultima considerazione riguardante gli scandali che negli ultimi anni hanno investito il mondo della carne (mucca pazza, polli alla diossina, influenza dei polli, ecc.). Molti soggetti smettono di mangiare carne e diventano vegetariani o quasi vegetariani per evitare gli eventuali problemi derivanti dal consumo di carne di scarsa qualità, proprio in seguito a tali scandali. Invece di capire come evitare i problemi scegliendo fonti di approvigionamento sicure, si elimina l'alimento dalla propria alimentazione adottando il principio di precauzione. Solo che così facendo, per coerenza, bisognerebbe smettere di mangiare qualunque alimento: ogni cibo è infatti caduto vittima di scandali: i cereali, il pesce, la carne, il vino, la frutta, ecc.




Barr SI Broughton TM. Food, Nutrition and Health, University of British Columbia, Vancouver, Canada.sibarr@interchange.ubc.ca

CALCIO E PATOLOGIE



Effetti da carenza e sintomi
 

La carenza di calcio è molto diffusa tra gli esseri umani che consumano una quantità del minerale che va da un terzo a metà della quantità necessaria. Uno dei primi segni di carenza di calcio è la tetania, un disturbo nervoso, caratterizzato da crampi muscolari e torpore alle braccia e alle gambe. Una carenza di calcio può manifestarsi con una malformazione ossea, causando il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti. Un’altra malattia da carenza di calcio è l’osteoporosi.
Fonti: (Le informazioni sono tratte da "Almanacco della Nutrizione"di Gayla J. Kirschmann e John D. Kirshmann)


OSTEOPOROSI E CALCIO PARTE VEGANA


In riferimento ai numerosi articoli di divulgazione pseudoscientifica comparsi in occasione della giornata mondiale contro l'osteoporosi, che consigliano l'assunzione di larghe quantità di calcio con la dieta, identificando nel latte e nei suoi derivati la fonte primaria di questo minerale (sottintendendo inoltre più o meno larvatamente la non adeguatezza delle diete a base di cibi vegetali) Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-SSNV, da sempre impegnata a fornire una corretta informazione sui rapporti tra dieta e salute, precisa quanto segue.

L'osteoporosi è una malattia complessa, influenzata da una varietà di fattori, genetici, dietetici e legati allo stile di vita. Alcuni studi, basati sull'incidenza delle fratture di femore, indicano che l'osteoporosi sarebbe una malattia meno diffusa nei Paesi emergenti, dove la dieta è prevalentemente basata su cibi vegetali.

Non sono disponibili molti dati a sostegno di una differente densità minerale dell'osso tra non-vegetariani e lacto-ovo-vegetariani nei Paesi Occidentali. Sono inoltre disponibili pochissimi dati affidabili sulla salute dell'osso nei vegani: se alcuni studi suggeriscono che la densità ossea sia ridotta in questi soggetti, un recente studio condotto su soggetti a dieta vegana estrema (crudisti), pur confermando il riscontro di ridotta densità ossea ha evidenziato come la concentrazione dei marcatori del ricambio osseo e lo stato della vitamina D non siano differenti da quella del gruppo di controllo, indicando come questi soggetti non corrano un rischio più alto di frattura. Nelle diete vegetariane, la ridotta o assente assunzione di proteine animali e i più elevati introiti di fitoestrogeni, potassio e vitamina K possono essere d'aiuto per proteggere la salute dell'osso.

Un certo numero di studi ha infatti dimostrato che elevate assunzioni di proteine, in particolare se ottenute da cibi animali (quindi anche da latte e formaggio), sono responsabili di un'aumentata escrezione di calcio, elevandone il fabbisogno: questo effetto è ritenuto riconducibile all'aumentato carico acido derivante dal metabolismo degli aminoacidi solforati. Vi sono prove che le donne in post-menopausa che seguano diete ricche di proteine animali e povere di proteine vegetali, presentino un elevato ritmo di perdita dell'osso ed un rischio molto aumentato di frattura di femore. L'importanza per la salute dell'osso di abbondanti assunzioni di calcio nell'età dello sviluppo è inoltre tuttora controversa. Secondo uno studio recente apparso su Pediatrics, il consumo in quest'epoca del ciclo vitale di calcio alimentare a partire dai derivati del latte risulterebbe ininfluente per la crescita e la resistenza dell'osso, al contrario dell'esercizio fisico.

Il calcio è un minerale molto importante per l'organismo, e l'intelligenza della Natura ha fatto sì che esso sia disponibile da svariate fonti. Ad esempio, le verdure a basso contenuto di ossalati (broccoli, verze, cime di rapa) forniscono calcio ad elevata biodisponibilità (dal 49 al 61%); in confronto, il latte vaccino contiene calcio con una biodisponibilità compresa fra il 31 e il 32%, pari a quella del tofu ottenuto con il solfato di calcio e dei succhi di frutta fortificati. Il latte di soia fortificato, i semi di sesamo, le mandorle ed i fagioli rossi e bianchi contengono calcio con una biodisponibilità compresa tra il 21 e il 24 %. I fichi ed i cibi a base di soia, come i fagioli di soia cotti ed il tempeh forniscono calcio supplementare. Anche se le verdure ricche di ossalati (spinaci, foglie di rapa e bietola da coste) non sono buone fonti di calcio utilizzabile nonostante il loro elevato contenuto di calcio, alcuni cibi che contengono elevate quantità sia di fitati che di ossalati, come ad esempio i prodotti a base di soia, sono comunque in grado di fornire calcio ben assimilabile.

Anche se tutti i vegetariani  e vegani devono rispettare l'assunzione delle dosi raccomandate di calcio, va precisato che questo fabbisogno è stato calcolato in una popolazione onnivora ed è quindi probabile che risulti superiore a quanto per loro effettivamente necessario. La scelta di cibi ricchi di calcio, così come l'utilizzo di cibi fortificati e di acque minerali ricche di calcio, può comunque permettere ai vegani di raggiungere agevolmente questi valori. Questo può essere realizzato, negli adulti non in gravidanza e non in allattamento, consumando almeno 8 porzioni al giorno di cibi che forniscano dal 10 al 15%dell'introito adeguato di calcio.

Sulla potenziale nocività del latte vaccino e dei suoi derivati sono
presenti in letteratura svariate segnalazioni, che lo mettono in relazione con una maggior incidenza di malattie vascolari, sindrome metabolica, alcuni tipi di tumore, malattia di Parkinson. Pertanto, continuare a spingere verso un aumento dei consumi di calcio alimentare proponendo il latte e i sui derivati come fonti primarie di questo minerale, ma evitando di informare su quelle che sono le fonti non-animali alternative, si configura come una informazione scorretta, che spinge la popolazione verso maggiori consumi di cibi non salutari, mettendo a rischio la salute pubblica per malattie ben più gravi
dell'osteoporosi, senza oltretutto evidenza certa che questo tipo di intervento sia in grado di risolvere il problema dell'osteoporosi stessa.


Fonti: http://www.veganitalia.com/modules/news/article.php?storyid=682


Intervista a dott. Luciana Baroni

 

Fonti:  http://www.youtube.com/watch?v=LvLLIQCOpKw




CONTROPARTE: DOTT. ANDREA GHISELLI


Il latte fa male? Berlo fa venire l’osteoporosi, brutte malattie, tumori assortiti? Divieto di mozzarella? Tutte idiozie, secondo Andrea Ghiselli, nutrizionista per l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione ed esperto collaboratore del Corriere della Sera. Dopo le polemiche che si sono scatenate nei commenti a questo pezzo, in cui riportavamo la protesta della Confederazione Agricoltori, pronta a sollevarsi contro la modifica legislativa che avrebbe permesso “di produrre yogurt con latte in polvere o altri tipi latte comunque concentrati”; dopo i tanti che avevano rispolverato le ben note tesi per cui il latte farebbe male all’organismo adulto, abbiamo chiesto all’esperto.

BEVETE PIU’ LATTE, IL LATTE FA BENE – Andrea Ghiselli si intrattiene con noi affrontando e triturando punto per punto tutte le tesi rinvenibili in rete. Il latte? Solo da bambini: ma è falso. Lo dicono tutti gli esperti? Falso. Fa venire l’osteoporosi: falso. Fa venire il tumore alla prostata: falso. Anche i latticini fanno male: falso. Il latte fa bene: vero. Semplice.
 

INTERVISTA
Professore, io inizierei con una domanda secca. Bere latte fa bene o male?
Fa benissimo. E’ assurdo, chi dice che fa male non sa di cosa parla.

E perché fa così bene?

E’ un alimento nutriente, ricco di proteine, zuccheri e grassi in percentuale molto equilibrata e soprattutto è ricco di vitamine e calcio. Povero di ferro, ma ci accontentiamo.

Dalle notizie disponibili in rete si evince che ci sarebbe “ampia letteratura scientifica” a dire che il latte fa male. E’ vero?



Ma no, è falso. Se i nutrizionisti di tutto il mondo dicessero che il latte fa male, perché le linee guida di tutto il mondo direbbero che il latte è un alimento consigliato? Addirittura, ciò che è consigliato è un’assunzione di latte di 2 o 3 porzioni al giorno (mi raccomando, porzioni: una porzione vale 125 ml). Come in tutte le cose è vero però che esagerare fa male: se io prendo un litro di latte al giorno evidentemente prendo calorie da lì e non da altri nutrienti, il che finisce per squilibrare un’alimentazione. Nella misura di 2 o 3 porzioni al giorno posso avere tutti i benefici del latte senza rischio di alcun tipo; anzi, il consumo di latte è associato con un minor rischio di cancro al colon.

Per continuare a leggere l'intervista cliccare sull link riportato qui sotto:


Fonti: http://latteprocontro.wordpress.com/2011/12/11/intervista-ad-andrea-ghiselli-noto-nutrizionista/